Chieti, Italy, 2011
Per la ristrutturazione urbanistica residenziale dell’area omogenea di proprietà del gruppo Toto a Chieti Nuova abbiamo pensato ad un complesso composto da palazzine autonome aventi un rapporto fortemente qualificato e privilegiato con gli spazi verdi, sia comuni che di pertinenza, capaci di sfruttare al massimo la valenza paesaggistica del lotto di proprietà: un micro tessuto residenziale realizzato con volumi di media dimensione in cui i caratteri tipologici e morfologici degli edifici sono pensati in funzione di un mix abitativo flessibile dotato di una alta qualità paesaggistica.
Dal punto di vista morfologico è stato scelto di operare con un unico tipo di fabbricato a pianta regolare quadrata con cinque piani fuori terra, accoppiando le unita-edificio con un lieve disassamento convergente al centro del lotto e specchiando ulteriormente tale sistema rispetto un asse distributivo principale pedonale.
In questo modo si formano due nuclei residenziali riconoscibili, ognuno composto da due fabbricati completati al piano interrato dalle rispettive cantine e vani accessori, uniti centralmente mediante una piastra parcheggi che funge da spina dorsale. Il lotto è segnato da un reticolo di viali ed a quello dorsale fanno riferimento gli ingressi di tutti edifici; si realizza così un composto parterre e diverse prospettive che si estendono al territorio.
L’ipotesi progettuale è basata su 4 edifici di nuova costruzione oltre la ristrutturazione dell’edificio esistente.
I quattro edifici sono suddivisi principalmente in appartamenti da due locali e servizi, con tipologie medie da circa 55/70 mq commerciali la maggior parte con loggia e diversificati da piccole varianti distributive in ragione del piano ed ubicazione. Oltre ai bilocali, che possono essere eventualmente abbinati tra loro grazie a scelte distributive, strutturali ed impiantistiche che garantiscono la massima flessibilità, sono state individuate anche delle tipologie a tre locali da circa 100 mq commerciali. Ulteriore possibilità di variazione aggregativa, quindi di offerta commerciale, è data dagli appartamenti del piano terra e del piano quarto che si estendono con un ulteriore locale (da valutare la destinazione ai fini normativi) rispettivamente al piano seminterrato e al sottotetto.
I giardini privati di cui sono dotati gli appartamenti del piano rialzato infine costituiscono sia una cintura di privacy del singolo fabbricato, sia un’ulteriore risorsa economica nella vendita e nella gestione del verde in generale.
In termini di quantità di massima per i quattro edifici nuovi sono stati definiti in prima ipotesi, da confermarsi a seguito delle esigenze di mercato, 116 appartamenti di cui 64 con loggia e 20 con giardino ad uso esclusivo. Ulteriori 15 appartamenti sono inoltre da considerarsi realizzabili nella ristrutturazione dell’edificio esistente ipotizzando in tutto l’insediamento di circa 300/350 nuovi residenti.
Escludendo la strada veicolare interna di servizio ai parcheggi, tutta la percorribilità del comparto è totalmente pedonale ed organizzata attraverso gli spazi di verde comune; in particolare quello centrale, orientato verso il Gran Sasso, è caratterizzato architettonicamente con aiuole fiorite e zone di sosta. Il verde del comparto è completato ai margini con una vegetazione alta di protezione in particolare verso l’asse attrezzato è realizzata una zona di mitigazione ambientale a cui fa riferimento l’area attrezzata per i giochi. Sono definiti anche degli ambiti complementari che danno filtro e privacy agli edifici conferendo carattere e forma al quartiere residenziale.
Per quanto riguarda l’architettura, le palazzine sono definite con un’immagine unitaria conferita essenzialmente tramite l’omogeneità materica di murature in mattone a vista del tipo “pianella di cotto”, si propone però una varietà compositiva delle facciate ottenuta tramite un repertorio diversificato delle logge e delle finestre.
Questa scelta estetica e costruttiva è dettata soprattutto dalla ricerca di un legame con l’architettura tradizionale del territorio abruzzese ed in generale dell’Italia centrale, per eccellenza caratterizzata dall’influenza romana e rinascimentale, ma con la volontà di definire uno stile contemporaneo in grado di testimoniare il moderno ed una propria cifra di singolarità.

