Théâtre National Populaire
Villeurbanne, France, 2005-2011

L’ordine urbano del quartiere dei grattacieli di Villeurbanne è intrinsecamente teatrale nel suo sviluppo fino dalla sua prima impostazione, tanto pragmatica quanto idealista, esso struttura la messa in scena della vita della nuova città attraverso la grande prospettiva che ordina le residenze e porta al luogo prospettico per eccellenza: la piazza civica, dove gli edifici della vita civile definiscono una scena forse più statica ma di grande effetto mediatico.
Un luogo in cui riconoscersi e quindi testimone di un grande senso di appartenenza ma che forse rimarrebbe chiuso nella sua retorica come tante altre città di fondazione se non fosse proprio per la presenza del suo teatro vero e vivo. Questo “Palais du travail” che nella sua sezione e nella sua organizzazione risulta essere vincente sul pragmatismo idealizzato della città socialista della prima metà  del XX secolo attraverso un carattere molteplice ed eterogeneo che lo rende testimone nel tempo.
Il rapporto che si è generato tra un sistema urbano formalmente chiuso ed unitario ed un edificio viceversa totalmente libero nella sua poliedricità di spazi è perciò il vero tramite che rende questo intervento architettonico contemporaneamente moderno.
Non potendo prescindere dall’impianto viario esistente l’accessibilità veicolare è essenzialmente demandata, per quanto riguarda la movimentazione funzionale, alla Rue Becker privilegiando come zona di carico scarico il lato ovest (cour) in quanto consente una migliore manovrabilità per i mezzi pesanti.
Per quanto riguarda l’accessibilità pedonale pur nel rispetto delle necessità funzionali e della diversità tra accessi pubblici, semipubblici e per gli addetti, essa è caratterizzata dalla possibilità di attraversamento trasversale dell’edificio ponendosi di fatto come condizione costitutiva dell’impianto edilizio.
Il percorso pubblico che conduce da Place de la Liberation, attraverso il foyer del T.N.P., il cabaret, la Rue Becker, il nuovo blocco auditorium ed atelier di studio fino all’attraversamento dell’isolato retrostante che sfocia sulla Rue de 4 Aout 1789 è pensato fisicamente come una sequenza logica di spazi architettonici che rientra nell’ottica di ordine generale del piano e di gerarchia dei luoghi.
L’edificio teatrale ed il suo rapporto con gli spazi adiacenti è decisamente basato su un modello tipologico di matrice classico – ottocentesca in cui la gerarchia ordinatrice è determinata da un asse principale su cui sono organizzati tutti gli elementi primari riconoscibili come aule (foyer, cabaret, sala teatrale, spazio scenico) al quale fanno riferimento simmetricamente le ali di servizio sia per il fronte principale che per quello tecnico.
A livello organizzativo la scelta primaria del progetto è stata quella di ricostituire al piano d’ingresso il sistema foyer e cabaret dando la possibilità a quest’ultimo di rapportarsi anche con la Rue Becker ed alla sottostante piscina attraverso le ampie vetrate.. La sala prove coro è stata così spostata al piano superiore, in adiacenza del foyer della grande sala, in modo da essere usata sia come sala prove che come estensione del foyer stesso.
La grande sala è stata completamente ridisegnata nell’architettura cercando di riportare al suo interno il sistema degli elementi usati per le facciate e lavorando sul duplice tema del teatro come macchina (ballatoi tecnici e velari acustici) e come luogo di comparto e neutro decoro.
Per quanto riguarda lo spazio scenico è stato riprogettato completamente dando la possibilità di essere servito direttamente con un monta camion ricavato nel nuovo corpo adiacente alla torre scenica sul lato ovest (cour) mentre sul lato opposto è stato creato lo spazio per i camerini e per gli uffici (jardin).
Nel progetto di ristrutturazione ed ampliamento è stata conservata la regola semplice di addizione per parti omogenee e simmetriche di volumi che integrano quelli preesistenti rendendo riconoscibile, nell’architettura, la nuova dalla vecchia costruzione.
In tal senso i nuovi volumi sono stati rivestiti con una griglia di pannelli opachi intonacati disposti regolarmente con giunti orizzontali che riprendono le linee dell’edificio esistente e giunti verticali che invece corrispondono, alternando le parti vetrate, agli spazi interni.
La sezione complessa delle sale del teatro detta anche le regole di costruzione del completamento dell’isolato sulla Rue Becker promuovendo un rapporto analogo di percezione del luogo aulico rispetto l’esterno,  cosicché il nuovo auditorium da 250 posti, inteso come spazio sperimentale, è visibile dalla strada e messo in relazione anche con il cabaret.
Il nuovo edificio ha le parti pubbliche a diretto contatto con la città mentre ai piani superiori sono organizzati i laboratori, gli uffici e le sale prova.
In termini di materialità il progetto è pensato in coerenza con il restauro dei volumi esistenti assecondandone colori e tonalità ma proponendo nel contempo una netta riconoscibilità delle parti nuove nel rifuggire l’idea della stilizzazione e nel segno della continuità. Un’architettura fatta di massa e ricca di plasticità.